GENUINO CLANDESTINO

ENOTICA, insieme a TERRA/TERRA aderisce alla campagna Genuino Clandestino promossa da CampiAperti per denunciare un insieme di norme ingiuste che, equiparando i prodotti contadini trasformati a quelli delle grandi industrie alimentari, li rende fuorilegge. Aiutaci a cambiare le cose. Partecipa all ‘assemblea Cittadina sabato 16 marzo 2013 - VERSO GENUINO CLANDESTINO IN VAL DI SUSA La terra è un bene comune, a favore delle realtà locali, h. 15.30 – 17.30 - all’interno dell’ ENOTICA Festival.

Chi siamo_Terra Terra è luogo di sperimentazione in cui lo scambio d’informazioni, idee, esperienze tra piccoli produttori agricoli, artigiani e consumatori critici dell’area urbana sviluppano un modello alternativo di economia. Un modello che impegna reciprocamente produttori e consumatori per sovvertire le catene di distribuzione, ridurre la distanza alimentare e valorizzare le relazioni sociali.
Cosa vogliamo_TERRA BENE COMUNE: l’art.66 del decreto Salva Italia prevede l’alienazione (cioè la vendita) dei terreni agricoli demaniali. Vendere le terre agricole pubbliche significa impedire alle comunità che le abitano di decidere territorialmente come gestirle, significa consegnare, in maniera irreversibile, una risorsa vitale in mano agli speculatori, significa accettare che l’interesse privato sia messo, ancora una volta, al di sopra del bene comune. Diciamo NO alla vendita delle terre pubbliche, SI alla custodia dei beni comuni
CERTIFICAZIONE PARTECIPATA: ipotizziamo nuovi livelli di coscienza/conoscenza sul nostro cibo attraverso pratiche antiche, strutturiamo metodi che superino il controllo verticale della certificazione biologica ufficiale. Lo faremo costruendo relazioni di fiducia orizzontale e sul piano locale tra produttori e tra produttore e co-produttore.
TERRA/TERRA IN CITTA’: terra/terra chiede alla città l’interesse verso la tematica dei consumi alimentari consapevoli. Cercando un punto fisso dentro Roma si vuole condividere con la cittadinanza conoscenze e competenze utili a resistere al potere della grande distribuzione, rispondendo con stili di consumo “critici” ed eco-sostenibili. E’ un’occasione per mettere insieme idee per dare alla città il cibo e le pratiche agricole che merita.

È più sana una pagnotta confezionata in un grande stabilimento agroalimentare o una pagnotta di farina di grano biologico impastata a mano dal contadino di fiducia? Per noi non c’è paragone, ma per qualcun altro sì.
Clandestino…
Le normative igienico-sanitarie attualmente in vigore impongono a chiunque si occupi della trasformazione di prodotti alimentari, indipendentemente dall’entità della produzione e dal tipo di lavorazione, di dotarsi di laboratori specializzati, che rispettino determinati standard di dimensioni e attrezzature.
Queste leggi sono state pensate per regolamentare l’attività delle grandi industrie agro-alimentari, che lavorano con grandi quantità di prodotto e di manodopera. Allo stesso tempo, però, ignorano le piccole realtà contadine, caratterizzate da produzioni piccole e di altissima qualità, in cui la manodopera consiste il più delle volte nel solo produttore.
Secondo queste normative, circa il 20% dei prodotti venduti oggi nei mercati di CampiAperti sono fuorilegge1.
… ma Genuino!
Siamo produttori biologici. Utilizziamo risorse abbondanti come il tempo e il lavoro umano e risparmiamo quelle preziose come l’acqua e la terra. Non abbiamo i mezzi necessari per affrontare la spesa di messa a norma di un laboratorio, ma non vogliamo essere considerati fuorilegge.
In altri paesi europei, o regioni d’Italia (ad esempio in provincia di Bolzano) esiste una distinzione tra gli standard igienico-sanitari per le grandi industrie e quelli imposti invece ai piccoli produttori. Questo ha permesso a molti contadini di mettersi in regola e costituisce un precedente importante, che fa ben sperare per il futuro anche in altre regioni. La campagna Genuino Clandestino è stata avviata da CampiAperti nel 2010 (quando il comune di Bologna ha regolarizzato attraverso dei bandi i mercati esistenti), per denunciare un insieme di norme ingiuste che, equiparando i nostri prodotti trasformati a quelli delle grandi industrie alimentari, li rende fuorilegge. In questo modo abbiamo rinnovato a politica di trasparenza che da sempre manteniamo nei confronti dei nostri consumatori. Tuttora indichiamo quali sono, nei nostri mercati, i prodotti non a norma secondo la legge italiana, e li invitiamo a difenderli e a diffonderli, perché tutti sappiano che sono genuini e affidabili.
La campagna è stata accolta in seguito da altre realtà e associazioni contadine che in giro per l’Italia avevano gli stessi problemi ed è diventata un movimento nazionale per l’agricoltura biologica e contadina (vedi rete nazionale e le indicazioni per aderire).

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